Redress for a Historical
Wrong
Canada is viewed as a
noble country which embodies the highest democratic principles including
respect for the individual, the presumption of innocence and the right
to a fair hearing. Sadly, during World War II, these values were denied
to a substantial number of Canadians. Thus Japanese, German and Italian
Canadians were treated as enemies in their own country and suffered
greatly at the hands of their fellow citizens and their government.
In 1939 the Canadian
government issued Regulations allowing it to detain any person deemed to
be a security risk to Canada. The Regulations created a class of "enemy
aliens" which included not only foreign nationals but also many Canadian
citizens. In 1941 Italian Canadians totaled 112,625 of which 90% were
Canadian citizens. This provided no protection. Italian Canadians became
the target of government and public attacks. Classified as enemy aliens
they were restricted where they could travel and what kind of jobs they
could hold. Monthly they had to report for questioning.
When Italy entered the
War, the RCMP, and local police searched, and arrested without warrant,
numerous Italian Canadian citizens in private homes, stores, offices,
factories and public places. They were finger printed, photographed and
held in local jails. After initial investigations, some were released.
Others were interned.
During the War a total
of 31,000 Italian enemy aliens were registered. The cost to the
individuals and their families was extensive. A call for registration of
enemy aliens was publicly displayed throughout Canada with posters,
newspapers articles and radio publications. A hard working, largely
invisible segment of the Canadian population suddenly found itself the
target of racial prejudice. Not long thereafter, enemy aliens started to
lose their jobs at government offices and private companies. Many
Italian businesses became targets with the smashing of store windows.
Internment camps were
established in Ontario, Quebec, Alberta and New Brunswick. The total
number of internees was in excess of 2,000 persons. Not one of these
individuals was ever charged with any act of sabotage or disloyalty
during the War. The internees were held for periods ranging up to three
years. Eighty-seven percent of the internees were Canadian citizens. By
comparison, the United States during the War imprisoned only 228 persons
of Italian background notwithstanding that the Italian population there
at the time was in excess of six million.
Life in the interment
camps was not pleasant. Internees were not permitted to see their
families. The internees came from all walks of life including lawyers,
doctors and priests and spanned the ages of 16 to 70. Internment was
arbitrary: there was no court charge, no warrant of arrest and no
hearing. Internment was at the discretion of the government. No
explanation was offered, no defence possible and no information released
until after internment was complete.
For the families of
internees the government froze their bank accounts. Their properties
were administered by government officials. Many families were forced to
subsist on $12.00 per month given to them as welfare. Thus, many were
forced to sell their homes and businesses to feed themselves. It should
be noted that there is no record of sabotage, insurrection, subversion
or espionage by Italian Canadians in Canada during the Second World War.
Over the last 15 years
The Order Sons of Italy of Canada, the National Congress of Italian
Canadians and the Canadian Italian Professional and Business Association
have made submissions to the Government of Canada seeking redress for
this historical wrong.
Finally on November 12,
2005 the minority Liberal Government of Paul Martin signed a historic
Agreement in principal acknowledging the wrong and promising to provide
up to 12.5 million dollars for acknowledgement, commemoration and
educational purposes to ensure that this travesty is not repeated in the
future. Whether the newly elected Conservative Government of Stephen
Harper will adhere to the Agreement is yet to be determined.
Vincent J. Bueti is a
Winnipeg lawyer, signatory to the Agreement and the Past National
President of Order Sons of Italy of Canada.
Risarcimento Per Un Torto
Storico
Il Canada è percepito
come uno stato generoso che abbraccia i più alti principi democratici
quali il rispetto per l’individuo, la presupposizione dell’innocenza e
il diritto ad un’udienza imparziale.
Nel 1939, il governo
canadese emanò dei Regolamenti che davano il diritto di detenere
chiunque fosse sospettato di essere un pericolo alla sicurezza del
Canada.
I Regolamenti crearono
una classe di " nemici alieni" che comprese non solo cittadini stranieri
ma anche molti cittadini canadesi. Nel 1941 la popolazione italocanadese
era costituita da 112,625 persone delle quali il 90% erano cittadini
canadesi. Purtroppo questo non garantiva nessuna protezione. Gli
italocanadesi divennero un bersaglio per il governo e gli attacchi del
pubblico. Classificati come nemici alieni, subirono restrizioni di
movimento el campo del lavoro. Ogni mese dovevano riportare alle
autorità per essere interrogati.
Quando l’Italia entrò in
guerra, molti italiani, sebbene cittadini canadesi, furono perquisiti
senza un mandato e arrestati nelle loro case, nei negozi, negli uffici,
nelle fabbriche e posti pubblici dagli RCMP e dalla polizia locale. Dopo
aver prese le loro impronte digitali, furono fotografati e trattenuti in
carcere. In seguito alle investigazioni preliminari, alcuni furono
rilasciati mentre altri furono internati.
Durante la guerra venne
registrato un totale di 31,000 italiani nemici alieni. Il prezzo pagato
da questi individui e dalle loro famiglie fu enorme. Un richiamo per la
registrazione di nemici alieni venne pubblicamente esposto su manifesti,
giornali e le radio di tutto il Canada. Improvvisamente, un segmento
della popolazione, costituita per lo più da gente lavoratrice e quasi
invisibile, si ritrova oggetto di pregiudizi razziali.
Subito dopo, nemici
alieni cominciarono a perdere il loro posto di lavoro negli uffici
statali e nelle ditte private. Molti vetri di negozi italiani furono
presi di mira e vennero rotti.
Si stabilirono molti
campi d’internamento in Ontario, Quebec, Alberta e New Brunswick. Il
numero totale degli internati fu più di 2000. Nessuno di loro fu trovato
responsabile di atti di sabotaggio oppure di slealtà per tutta la durata
della guerra. Molti rimasero detenuti per un periodo di quasi tre anni e
la maggior parte erano cittadini canadesi (87%). A differenza degli
Stati Uniti dove, considerando che la popolazione italiana superava a
volte i sei milioni , solamente 228 persone di origine italiana sono
stati detenuti durante la guerra.
La vita nei campi
d’internamento era tutt’altro che piacevole. Agli internati non era
permesso di vedere la famiglia. Appartenevano ai diversi ceti sociali:
avvocati, dottori, sacerdoti e la loro età era compresa tra i 16 e i 70
anni. Il loro fu un’internamento di natura arbitraria: non ci furono
accuse dalle corti, non furono emessi mandati d’arresto ne tantomeno
ebbero delle udienze. L’internamento avveniva a discrezione del governo.
Nessuna spiegazione veniva offerta, nessuna difesa era possibile e
nessuna informazione poteva essere rilasciata affinché il periodo
d’internamento fosse completato.
Il governo bloccò gli
acconti in banca delle famiglie degli internati. I loro beni gestiti
dagli ufficiali statali. Molte famiglie sono state costrette a
sopravvivere con 12 dollari al mese dati a loro come assistenza sociale.
Di conseguenza, molti sono stati costretti a vendere le loro case e le
loro imprese per alimentarsi. É da notare che non ci sono stati casi di
sabotaggio, insurrezione, sovversione oppure spionaggio da parte degli
italocanadesi durante la seconda guerra mondiale.
Negli ultimi 15 anni,
L’Ordine dei Figli D’Italia del Canada, Il Congresso Nazionale degli
Italocanadesi, e L’Associazione dei Professionisti e Imprenditori
Italocanadesi hanno fatto richiesta al Governo del Canada di
risarcimento per il torto storico.
Finalmente, il 12 di
Novembre del 2005, il governo liberale di minoranza di Paul Martin ha
firmato in principio un accordo storico, riconoscendo il torto e
promettendo di rilasciare un ammonto di 12.5 milioni di dollari con il
proposito che vengano usati per scopi commemorativi , educativi e di
riconoscimento per fa sì che una simile farsa non si verifechi mai più.
Rimane adesso da vedere
se,il governo conservatore di Stephen Harper,recentemente eletto,
sceglie di aderire a questo accordo.
Il signor Vincenzo Bueti
è un avvocato di Winnipeg, uno dei firmatari dell’accordo eil penultimo
Presidente Nazionale dell’Ordine dei Figli D’Italia del Canada.




